10 concorso Andrea Baldi 5, 6, 7 giugno 2020

Comunicato stampa X concorso pianistico Andrea Baldi

ATTENZIONE :

A CAUSA DELLE RESTRIZIONI IMPOSTE PER IL CORONAVIRUS IL CONCORSO E’

RINVIATO A DATA DA DEFINIRE

Bologna,  13 febbraio 2020

5, 6, 7 giugno 2020  le date della X edizione del Concorso Pianistico INTERNAZIONALE “Andrea Baldi” (che si concluderà DOMENICA 7 GIUGNO alle ore 21 col concerto dei vincitori all’Oratorio San Rocco) strutturato quest’anno in sei categorie (la categoria A del concorso nazionale riservato alle scuole medie ad indirizzo musicale si svolgerà invece il 31 maggio) e caratterizzato da una giuria di respiro internazionale formata dai pianisti Bruno Canino (presidente), Aki Kuroda, ElisaTomellini, Mariangela Vacatello e dal produttore discografico Alberto Spano.

BOLOGNA – Sono più di 800 i concorrenti delle prime nove edizioni, provenienti da Italia, Brasile, Giappone, Estonia, Taiwan, Israele, Corea, Cina, Polonia, Romania, Russia, Spagna, Bulgaria, Slovenia, Svizzera ecc. L’edizione 2020  si realizza grazie al sostegno della Fondazione Del Monte, dell’Endas Emilia Romagna, di Sidex, di Antonella Brunelli e di Sandro Baldi.

Il Concorso Pianistico “Andrea Baldi”, è stato fondato dal pianista Sandro Baldi nel 2011 per perpetuare la memoria del figlio Andrea, scomparso a 18 anni in un incidente stradale. Il concorso ha segnalato nelle passate edizioni il grande talento di Daisuke Yagi, Elena Nefedova, Mariia Iudenko, Angelina Vigovska, Yuki Mihara, Saori Toyama, Ayumi Matsumoto, Johan Randvere, Tomoko Ikuta, Liao Xianji, Megumi Nakanomori, João Tavares Filho  Josiko Furukawa, Susanna Braun,  e degli italiani Fernanda Damiano, Lorenzo Mazzola, Marco Rizzello, Nicola Pantani, Giulio Andreetta, Elisa Rumici, Isabella Ricci, Virginia Rossetti, Alessandra Giunti, Alberto Tessarotto, Margherita Santi, Dario Zanconi, Jacopo Giacopuzzi. Ecco ora prendere avvio la nona  edizione in programma 5, 6, 7 giugno presso l’Auditorium “Andrea e Rossano Baldi” di Rastignano (BO), con concerto finale all’Oratorio di San Rocco di Bologna il 7 giugno alle 21 (ingresso ad offerta libera).

Si tratta di un concorso pianistico riservato a tutti i giovani pianisti, articolato  in sei categorie (la A riservata agli alunni delle scuole medie a indirizzo musicale, si svolgerà il 31 maggio), la B fino a 11 anni, la C fino a 13, D fino a 16, la E fino a 23 e la G fino a 35), che contempla l’esecuzione di un vasto repertorio.

Oltre ai premi in denaro per ogni categoria, ai vincitori assoluti delle categorie E e F saranno assicurati nove concerti premio offerti da:

Associazione Fanny Mendelssohn di Pisa (fine settembre- inizio ottobre 2020)

Circolo della Musica di Bologna (7 novembre 2020)

Villa Molinari Pradelli (Castenaso (Bo) (8 novembre 2020) (offerto da Bianca Maria in memoria di Francesco Molinari Pradelli)

Circolo della Musica di Bologna (21 novembre 2020)

Circolo Culturale Lirico Bolognese (22 novembre 2020)

Pro Loco di Ozzano (Bo) (1 gennaio 2021)

Emilia Romagna Festival (estate 2021)

Circolo della Musica di Bologna (estate 2021)

Circolo della Musica di Bologna (estate 2021)

Il montepremi è di 3550 euro e all’interno del bando è contemplato anche un ‘premio Endas Emilia Romagna’, un ‘premio speciale Andrea Baldi’ per le migliori esecuzioni delle composizioni del piccolo Andrea, scaricabili dal sito del Circolo della Musica e un ‘premio Curci’ consistente in due buoni acquisto di libri delle edizioni Curci.

Info: direzione artistica M° Sandro Baldi 335 535 90 64


La commissione del

X concorso pianistico internazionale

“ANDREA BALDI”

5, 6, 7 giugno 2020, Circolo della Musica di Bologna

Bruno Canino ha suonato nelle principali sale da concerto e festivals in Europa, America, Australia, Asia. Da sessant’anni suona in duo pianistico con Antonio Ballista e ha fatto parte per trent’anni del Trio di Milano. Ha collaborato e collabora con illustri interpreti come Gazzelloni, Cathy Berberian, Accardo, Amoyal, Nicolet, Vittora Mullova, Itzhak Perlmann, Uto Ughi e con i Quartetti Amadeus, Borodin, Quartetto di Tokyo e altri.  E’ stato dal 1999 al 2002 Direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia, essendosi dedicato particolarmente alla musica contemporanea: ha lavorato con Dallapiccola, Boulez, Berio, Ligeti, Maderna, Stockhausen, Bussotti.  Ha suonato sotto la direzione di Abbado, Muti, Chally, Sawallisch, Pappano con orchestre come la Filarmonica della Scala, Santa Cecilia, Berliner Philarmoniker, New York Philarmonic, Philadelphia Orchestra, Orchestre National de Paris. Numerose le sue registrazioni discografiche ( Debussy, Casella, Mozart, Chabrier, Bach, ecc.) Tiene regolarmente masterclasses in Italia, Germania, Giappone, Spagna, e da trentacinque anni è invitato al Marlboro Music Festival nel Vermont, dove ritornerà nel 2018 in luglio/agosto. Per il 2018 sono in programma in Giappone, concerti con la violinista Cantoreggi in maggio, la participazione al Festival di Kusatzu in agosto, e al Forum di Sendai  in settembre. A maggio  suonerà anche a Praga, Brasov, Bucarest, Plovdiv, a dicembre terrà tre concerti a Mainz. Al suo libro “Vademecum del pianista da camera” ha fatto seguito nel 2015 un libro dal titolo “Senza Musica”, sempre edito da Passigli.

AKI KURODA dopo la laurea presso la Tokyo National University of Fine Arts ha approfondito i propri studi sotto la guida del Prof. Karl-Heinz Kammerling, Prof. Hans Leygraf, Prof. Bruno Mezzena. Vincitrice di numerosi premi in ambito nazionale e internazionale (come French Music Competition, Premio Speciale per l’Esecuzione del Repertorio Contemporaneo al Contemporary Piano Music Competition in Spagna) ha preso parte a importanti rassegne come ISCM World New Music Days, ecc. Aki Kuroda è apprezzata non solo come pianista di musica classica e contemporanea, ma anche come interprete di tango e jazz. Ha inoltre ottenuto grande consenso in tutto il mondo per la sua registrazione di “FINAL FANTASY Piano Collection”. Nel 2004 ha pubblicato il CD “Tarkus & Pictures at an Exhibition”, dedicato a Keith Emerson. Ha inciso 20 CD, l’ultimo in ordine di tempo dal titolo “Firebird” dove ha ottenuto le 5 stelle dalla rivista BBC Music Magazine. E’ Membro della commissione dell’Associazione Nazionale Giapponese dei Docenti di Pianoforte “PTNA”.

Il quotidiano inglese The Guardian annovera Elisa Tomellini fra i ‘…più brillanti talenti di questa eccezionale generazione di giovani pianisti…’.Elisa, genovese di nascita, ha cominciato lo studio del pianoforte all’età di cinque anni sotto la guida di Lidia Baldecchi Arcuri. Ha proseguito la propria formazione con Ilonka Deckers-Kuszler a Milano che era allieva di István Thomán, uno degli studenti preferiti di Franz Liszt e successivamente con Laura Palmieri a Verona; a sedici anni viene ammessa alla prestigiosa Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, dove studia con Alexander Lonquich, Riccardo Risaliti, Franco Scala, Joaquín Achúcarro e Piero Rattalino. Ha seguito inoltre numerose master class tenute da importanti maestri quali Maurizio Pollini, Sviatoslav Richter, Lazar Berman. Nel 1997, presso il Conservatorio G. Verdi di Milano consegue il diploma, con il massimo dei voti e la lode. The Guardian Elisa Tomellini was one of the artists mentioned by The Guardian newspaper as belonging to ‘…the brightest talents among today’s exceptional generation of young pianists…’. Vincitrice di numerosi premi internazionali, come il Viotti Valsesia, il Concorso di Cantù, il Luciano Gante a Pordenone, il Luciano Luciani a Cosenza, il Concorso Città di Pavia, solo per citarne alcuni. Elisa Tomellini è stata definita dalla rivista Piano Time una promessa del pianismo italiano. Si è esibita in recital e con orchestra in Italia e all’estero per numerose associazioni e teatri fra cui la Società dei Concerti di Milano, Le Serate Musicali a Milano, il Teatro Carlo Felice di Genova, “L’ orchestra Sinfonica Siciliana“ di Palermo, l’Orchestra del Teatro Filarmonico di Verona, la Gog di Genova, per i Concerti del Quirinale e ha suonato in Francia, Germania, USA, Slovenia, Ungheria, Romania, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Inghilterra. Alcuni dei suoi concerti sono stati trasmessi da Rai Radio 3, Rai Radio 2 e Rai Radio1, Radio Quirinale, RSI Rete 2 Svizzera. Dopo un periodo sabbatico, dedicato a esplorare e scalare montagne in molte località del mondo, Elisa torna al concertismo debuttando al Kennedy Center di Washington e in Germania al Gewandhaus di Lipsia. Ha registrato per l’etichetta Vermeer  un cd dedicato a S. Rachmaninov e Piazzolla, con alcuni suoi arrangiamenti dei brani più famosi del compositore argentino,  per l’etichetta Piano Classics, un cd interamente dedicato ad opere inedite di Sergej Rachmaninov, fra cui la ritrovata Suite in re minore. Quest’ ultimo va a completare l’opera integrale di Sergej Rachmaninov in un cofanetto con i pianisti Russi: Z. Chochieva, A. Gavrylyuk, L. Geniusas, A. Ghindin, N. Lugansky. Ad ottobre 2018 é uscito il suo cd per Dynamic, distribuito da Naxos, registrato a Dicembre 2017 alla RSI (Radio Svizzera Italiana) di Lugano comprendente gli Trascendentali di Liszt da Paganini nella prima versione del 1838. Elisa è la prima donna al mondo ad aver suonato gli studi in questa versione. L’ album ha recentemente ricevuto 5 stelle Sul BBC Music Magazine di Gennaio 2019: “…It is a rare delight these days to hear a pianist who dares to play pianissimo… There is charm here in abundance, together with staggering virtuosity…..Finally, not the least of Tomellini’s abilities is her grasp of form….here everything unfolds naturally and meaningfully. And the piano sound is superb…”. Roger Nichols, BBC Music Magazine, February, 2019. Elisa Tomellini si dedica ad un ampio repertorio che spazia da quello romantico, russo e virtuosistico, cui spesso dedica interi recital, fino all’opera di Astor Piazzolla, di cui esegue arrangiamenti da lei stessa composti. I più recenti programmi includono anche un progetto in chiave rock con Alberto Casadei, violoncello elettrico e Cathy-Di Zhang, soprano. L’ 8 luglio 2017, sul ghiacciaio del Colle Gniffetti sul Monte Rosa, Elisa ha coronato il suo sogno di suonare per la Montagna, dopo esservi salita a piedi, stabilendo anche il record del concerto per pianoforte più alto al mondo a quota 4460 m . Parte dei proventi dei diritti del docufilm in uscita, saranno devoluti a favore della casa famiglia nepalese Sanonani. Nel 2018 Elisa ha fondato ed è Presidente dell’ Associazione Genova Musica, di cui è Direttore Artistico insieme a Luca Franzetti. Nello stesso anno è stata nominata Ambasciatrice di Genova nel Mondo per la cultura.

Mariangela Vacatello è nata nel 1982 a Castellammare di Stabia, Napoli, da una famiglia di musicisti. Inizia gli studi musicali a 4 anni con i corsi Yamaha e a 7 con Aldo Tramma, allievo di Vincenzo Vitale, a Napoli. Successivamente, entra all’Accademia Pianistica “Incontri Col Maestro” di Imola, dove si è formata con Franco Scala e, in seguito, con Piero Rattalino conseguendo il Diploma di “Master” nel 2006. Allo stesso tempo ha frequentato il Conservatorio “G.Verdi” di Milano con Riccardo Risaliti dove si è diplomata nel 1999 col massimo dei voti, la lode e menzione speciale e si è laureata nel 2006 sotto la guida di Paolo Bordoni. Insieme allo studio del pianoforte ha affiancato per un certo periodo il corso di composizione sperimentale frequentando con Bruno Zanolini e Fabio Vacchi. Ha sviluppato ulteriormente le sue doti musicali attingendo alle esperienze artistiche di altri artisti quali Dominique Merlet, Lonquich, Lortie, Jasinskj, Howard, Dalberto, Lucchesini, Weissenberg, Margulis, Dorensky, Virsaladze, Isserlis, Rados in una serie di masterclasses tenute a Villecroze, Salisburgo, Crans-Montana, Sermoneta, Santander e Prussia Cove. Nel 2008 ha conseguito il DipRam in Piano Performance e ottenuto il premio speciale “Council of Honour” così giustificato: “a highly original contribution to the development and evolution of music” presso la Royal Academy of Music di Londra studiando con Christopher Elton, Head of Keyboard, ed ha ottenuto la Hodgson Fellowship per l’Anno 2008/2009. Ha ricevuto inoltre la Sterndale Bennett Scholarship dalla stessa Accademia ed è stata sostenuta e premiata da MBF “Myra Hess Award”, The Tillet Trust, Hattori Foundation, The Solti Foundation e dall’Acadèmie musicale de Villecroze. Vincitrice del “Top of the World” 2009 in Norvegia e Finalista con Premio del Pubblico in internet al prestigioso “Van Cliburn” Usa 2009, Mariangela Vacatello annovera tra i suoi riconoscimenti il Laureate Prize al “Queen Elisabeth” Competition 2007 di Bruxelles, il 2° Premio al Concorso “F.Busoni” di Bolzano 2005, il 3° premio “I.Yun in memoriam-Tongyeon” Korea 2008, il 2° Premio al Concorso “F. Liszt” di Utrecht ottenuto all’età di 17 anni, il 2° premio, il premio del pubblico e della critica al concorso internazionale per pianoforte e orchestra “Città di Cantù” 2003, il 1° premio all’International Piano Competition “Premio Concerti in Villa” 2004 di Vicenza, finalista al concorso “Paloma O’Shea” di Santander nel 2005 ed è stata scelta a rappresentare l’Italia al Musical Interpretation Prize 2002 dei Lyons Club International a Bruxelles. Tra i principali premi nazionali, il XVII Premio Venezia riservato ai migliori diplomati d’Italia, come pure la IV Rassegna musicale “Migliori diplomati d’Italia” tenutasi a Castrocaro Terme, il premio “Giuseppe Verdi: la musica per la vita”, come riconoscimento al suo precoce talento e alla sua straordinaria tecnica conferitole dall’associazione ASS.AMI, il Premio Olivelli dal Lyons Club nel 2001 e il premio “Nino Carloni” dell’Aquila nel 2009.  Inizia ad esibirsi in pubblico all’età di 5 anni e debutta ufficialmente con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali a 14 anni nella sala Verdi del Conservatorio di Milano eseguendo il 1° Concerto di Liszt. La sua attività concertistica prosegue in numerose città italiane esibendosi, tra l’altro, al Teatro alla Scala, per il Festival “A. B. Michelangeli” di Bergamo e Brescia, per la Società dei Concerti di Milano, nel Teatro Dal Verme, al Festival MiTo Settembre Musica, per il Maggio Musicale Fiorentino, per l’Unione Musicale di Torino, al Festival delle Nazioni di Città di Castello, nel Teatro Olimpico di Vicenza, per il Mittelfest di Cividale del Friuli, nel Teatro Bibiena di Mantova, in Sala Greppi di Bergamo, per la Sagra Musicale Umbra, per gli Amici della Musica di Verona, Padova, Mestre, Messina, per l’Accademia Filarmonica di Roma e di Bologna, nella Sala Scarlatti e Teatro Diana di Napoli, al Parco della Musica, Villa Medici e Accademia Filarmonica Romana di Roma. Si è esibita in concerti solistici come pure in formazioni cameristiche con musicisti di chiara fama come Rocco Filippini, Gary Hoffmann, Toby Hoffman, Ilya Grubert , Timothy Fain, i Quartetti Ysaye e Takacs, Francesco Tamiati, Nello Salza. Mariangela ha collaborato in duo con il violoncellista Giovanni Gnocchi, col quale ha ricevuto il Premio del Pubblico nel Parkhouse Award 2007 e 2009 nella Wigmore Hall di Londra. Mariangela ama lavorare insieme ad orchestre e, tra le altre, Filarmonica della Scala, Orchestra Nazionale della RAI di Torino, Colorado Springs Symphony, Lithuanian Symphony, Stuttgarter Philharmonics, Nordwestdeutsche Orchestra, Johannesburg Philarmonic, Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra di Padova e del Veneto, Tucson Symphony, Erie Philharmonic, Zagreb Philarmonia Orchestra, Orchestra della Magna Grecia, sotto la guida di direttori quali K.Penderecky, G.Kuhn, A.Nelsons, G.Korsten, D.Kawka, M.Haselboeck, M.Tabachnik, D.Meyer, B.Gueller, D.Itkin, Z.Hamar, C.Franklin, A.Nanut, L.Piovano, D.Renzetti, P.C.Orizio. E’ molto richiesta nella scena concertistica internazionale. E’ stata invitata al Festival di Radio France a Montpellier, diverse volte alla Salle Cortot, nel Salon d’Honour du Musee de l’Armèe- Hotel des Invalides per Yamaha Music France e per la Societè “Chopin” di Parigi. Si è esibita a Berlino nella Konzerthause, in Germania per Kawai, a Salisburgo nell’Auditorium del Mozarteum, a Bruxelles nella Sala Grande del Conservatorio, nel Teatro de la Monnaie e al Palazzo delle Belle Arti, a Zagabria nella Sala Lisinsky, a Londra nella Wigmore Hall, alla Bargemusic e Carnegie Weill Hall di New York, la Bridgewater Hall di Manchester, per Chichester Festivities e Buxton Festival in Uk, nella Disney Hall di Los Angeles con “I Palpiti” Festival, nella Z.K.MGreat Hall di Pretoria, a Johannesburg nel Linder Auditorium, a Santander nel Palacio de Festivales, in Messico e in diverse tournèe in Sud Africa.

 

Alberto Spano

Direzioni artistiche di eventi Dal 1992, anno in cui è subentrato al Professor Lamberto Trezzini, fino al 2012 è stato direttore artistico del «Festival Internazionale di Santo Stefano» di Bologna. È inoltre fondatore e direttore artistico del Festival «Pianofortissimo» di Bologna, che dal 2013 si tiene ogni estate nel cortile dell’Archiginnasio.Tra le numerose altre rassegne musicali di cui è stato ideatore e direttore artistico si contano «Le Quattro Stagioni del Lied» e «Pianoforum» (per l’Università di Bologna), «Bologna Sogna» e «Lezioni di Piano» (per il Comune di Bologna), «La virtù in musica», «Bachianas 2011». Nel corso della sua ultratrentennale attività di direttore artistico ha scoperto e portato per la prima volta in Italia numerosi musicisti, oggi di fama internazionale. Fra i tanti vanno ricordati Ramin Bahrami (nel 1994 a Portogruaro e poi a Bologna), Daniil Trifonov (nel 2008 a San Marino), Jan Lisiecki (nel 2011 a Bologna), Antonii Baryshevskyi (nel 2011 a Bolzano), Aaron Pilsan (nel 2017 a Bologna).

Consulenze artistiche È stato consulente artistico di molte manifestazioni e teatri, fra cui il Teatro Nazionale di Ricerca Teatro di Leo de Berardinis–San Leonardo di Bologna, il Teatro Rossini di Lugo di Romagna, il Teatro delle Celebrazioni di Bologna, “Arte Fiera” di BolognaFiere, Gioventù Musicale d’Italia, Amici del Quartetto Guido Borciani di Reggio Emilia, Festival dei Sensi della Valle d’Itria,.

Produzioni discografiche  Dal 1989 ha avviato un’intensa attività di produttore discografico. Tra le etichette con cui collabora ci sono Deutsche Grammophon, Decca, Universal, Ermitage, Aura Music, Papageno. Ha inoltre ideato la realizzazione di varie collane discografiche per il Gruppo l’Espresso–la Repubblica, fra le quali «La leggenda di Arturo Benedetti Michelangeli», «La Grande Storia della Musica Classica», «Ambient Music», «La Grande Lirica».

Partecipazioni a giurie musicali È stato membro di giuria in vari concorsi internazionali, fra cui il Concorso per Cantanti Lirici “Giuseppe di Stefano” di Trapani, il Premio Internazionale «La Siòla d’oro–Lina Pagliughi» e il Concorso Pianistico Internazionale «Andrea Baldi».

Attività giornalistica e pubblicazioni Giornalista professionista dal 1995, è stato fondatore e direttore responsabile delle riviste specializzate Lyrica e Symphonia.  Come critico musicale ha collaborato con i quotidiani Il Resto del Carlino, la Repubblica e con vari periodici, fra i quali L’Europeo, Musica, Il Giornale della Musica, l’Opera, Musica Jazz. Ha curato numerosi libri di argomento musicale, fra cui «Celibidache e Bologna» (2004), «Celibidache, l’altro maestro» (1997), «Vita con Ciro: biografia di Arturo Benedetti Michelangeli» (1997), «Philharmonia» (1993), e i programmi di sala di enti lirici e teatri, fra i quali il Teatro Comunale di Bologna, l’Arena di Verona, il Teatro Regio di Torino.  È stato responsabile dell’ufficio stampa di varie manifestazioni, fra cui il «Lugo Opera Festival», «Purtimiro», il «Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni» di Bolzano, l’«Aterforum Festival», il «Festival Musicale» di Portogruaro, l’Accademia Pianistica «Incontri col Maestro» di Imola, il Festival «Opera Barga», la Fondazione Arturo Toscanini di Parma, il Teatro Massimo Bellini di Catania, l’Accademia Filarmonica di Verona.

Dicono di lui  «Le grandi etichette investono sui pochi nomi che vendono, e semmai li “rinfrescano” con ampliamenti di repertorio o abbinamenti di richiamo (Chailly/Bollani/Bahrami, Abbado/Grimaud/Pires e via dicendo). Oppure vanno a caccia del nuovo talento – a metà giugno in Santo Stefano (a Bologna), grazie all’orecchio fine e all’istinto da talent-scout di Alberto Spano, ha suonato il talentuosissimo sedicenne polacco-canadese Jan Lisiecki: d’ora in poi sarà più difficile ascoltarlo in piccoli festival, visto che era stato ingaggiato (il più giovane della storia dell’etichetta) qualche settimana prima dall’Universal – , ma non sempre i lussuosi e scomodissimi album-cartella stampa che arrivano in redazione mantengono ciò che promettono. O lo mantengono almeno per il tempo sufficiente a ripagare l’investimento promozionale» (A. Foletto, Suonare News, luglio/agosto 2011). «Un produttore (finalmente): è Alberto Spano, che se ne impippa delle convenienze e cerca novità anche a costo di sbagliare. Bolognese, ha coraggio in un mondo di furbi. Produce il talento immenso di Maria Perrotta, che ha suonato giovedì le Goldberg a Lugo di Romagna con controllo purissimo di sé e della partitura. Un pianismo il suo a metà perfetta fra il lussureggiante Alexis Weissenberg e il laser di Glenn Gould» (N. Carusi, Libero, 17 gennaio 2012). «Dietro i grandi pianisti, un silenzioso plotone di talent-scout si muove al loro passo. Anzi, uno indietro, perché lo scopo è proprio precedere la fama. Alberto Spano, classe 1962, come Rossini migrato da Lugo a Bologna, fa parte del raro mestiere dei setacciatori dell’ascolto. Ha organizzato rassegne che hanno fatto epoca, come il Festival di Santo Stefano. Dal 2013 è direttore artistico di Pianofortissimo. La quinta edizione, conferma la vocazione per la scoperta: metà dei pianisti ha meno di trent’anni e quasi di sicuro, dopo Pianofortissimo, non sarà più possibile sentirli a prezzi popolari. Semplicemente perché le grandi sale da concerto li avranno già opzionati. Nel carniere di Spano, produttore discografico per Decca e Deutsche Grammophon, giganteggiano nomi che oggi suonano solo per quattro zeri. Eppure Daniil Trifonov – il pianista under 30 più richiesto al mondo – apparve qui nel 2009, diciottenne, al Festival di Santo Stefano. “Lo sentii da un monitor – racconta Spano – e dovetti interrompere tutto: stavo ascoltando un genio. Feci appena in tempo a invitarlo a Bologna, primo concerto in Italia, e a produrre il suo primo disco per Decca. Oggi ha l’agenda piena per anni”. Da perfetti sconosciuti a stelle della musica. Il percorso è anche quello di Ramin Bahrami, uno degli interpreti più acclamati in Bach: “Non gli ho chiesto niente, né nome né provenienza. Era il 1994 e da lì abbiamo prodotto quindici dischi, alcuni entrati anche in classifica pop”» (L. Baccolini, la Repubblica, 7 giugno 2017). «Un talent-scout quasi infallibile è Alberto Spano, cui si deve la scoperta di numerosi talenti, soprattutto strumentisti. “Ci sono musicisti che esplodono giovanissimi e poi, nel prosieguo della carriera, pur rimanendo ad alto livello, non riescono più ad esprimere certi vertici (Menuhin, ad esempio) e ci sono talenti che esprimono il loro meglio dopo i 30, se non dopo i 40 anni. Pensiamo a pianisti come Maria Perrotta, Emanuele Arciuli, Pierre-Laurent Aimard. Non sono più ragazzi, ma il loro meglio hanno cominciato ad offrirlo in questi ultimi anni”» (E. Girardi, Classic Voice, dicembre 2017)